Marche

Ceriscioli domatore di numeri ha ridotto la sanità marchigiana un circo di quarta categoria

Caro Ceriscioli, Salvini non è in malafede, è dalla parte dei marchigiani stufi della pessima amministrazione PD. L’azzeramento delle liste di attesa è una fake new creata ad arte dal presidente di regione PD: come un domatore da circo, addomestica i numeri nell’estremo tentativo di strappare un applauso mediatico per una gestione di quart’ordine che esaspera i marchigiani che non aspettano altro di regolare i conti con le prossime elezioniBasta guardare i tanti impietosi commenti rivolti a lui sui siti dei quotidiani e delle agenzie che hanno dato spazio alla sua misera replica a Salvini”.

Il senatore Paolo Arrigoni, responsabile Lega Marche, commenta così quelle le statistiche alla Trilussa prodotte dal presidente marchigiano aggrappato alla (mala)gestione della sanità e del post sisma come una cozza allo scoglio.

Altro che performance miracolose nella sanità: il domatore di numeri Ceriscioli nulla dice sulle prestazioni ambulatoriali programmate che hanno tempi di attesa biblici. Grida al successo per la messa a regime (con un grave ritardo di 5 anni dalla disposizione della legge nazionale del 2014) delle prestazioni urgenti di tipo B e D, quelle brevi e quelle differite, che sono una minima quantità delle prestazioni ambulatoriali. Si tratta infatti delle richieste volte ad evitare la congestione dei pronto soccorso: effettuate dai medici di base, vanno obbligatoriamente erogate entro 10 giorni (B) o un mese (D). – spiega Arrigoni – Visto che Ceriscioli ha tenuto per sé la delega alla sanità, chi meglio di lui può fare invece chiarezza sulle vergognose liste di attesa per le prestazioni specialistiche che sono il grosso delle richieste e per le quali è fortissima la “concorrenza” della sanità privata? Come mai i marchigiani, spesso costretti a spostarsi in altre province con strade da terzo mondo, aspettano sei mesi e oltre per visite cardiologiche, oculistiche, dermatologiche, gastro e colonscopie, esami radiologici come risonanze magnetiche e, addirittura, il CUP per evitare statistiche negative sullo sforamento dei 180 giorni, non consente di prenotare?”.

Arroccarsi nella difesa della sua gestione della sanità è gravissimo perché è come negare il diritto alla salute dei marchigiani– conclude Arrigoni – Ceriscioli dice di non avere nulla da imparare da nessuno il che sarebbe solo un problema di ego irrisolto se non fosse che, di mezzo, ci sono migliaia di marchigiani che ogni giorno combattono per la salute propria e dei propri cari contro un sistema distorto a cui bisogna solo dire basta”

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