Marche

Per giustificarsi Ceriscioli ricorre ai giochetti grafici con l’unico numero che gli è congegnale: zero

Piovono critiche a non finire sulla giunta regionale marchigiana? Basta dire Governo ladro e passa la paura! Incapace di giustificarsi altrimenti il presidente Ceriscioli ricorre ai giochetti grafici con l’unico numero che gli è congegnale: zero. Fossi in lui metterei da parte il falso vittimismo per adottare l’unico atteggiamento che ignora: la vergogna”.

Così il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche,risponde alle critiche mosse al Governo dal presidente delle Marche che ha parlato di zero risultati e zero risposte nella ricostruzione.

A pochi mesi dalla scadenza di mandato e alle prese con la fronda interna al PD marchigiano, Ceriscioli, senza una che sia una carta buona, invece di prepararsi a passare dignitosamente la mano rilancia cambiando quattro carte con altrettante insulse slides – spiega Arrigoni – Prima che vengano divulgati i dati reali ed impietosi sulla ricostruzione nelle Marche, decide che la formula giusta per sottrarsi alla progressiva frana di consensi anche nelle aree terremotate sia quella di mettere nero su bianco la cantilena “signori non c’ero, se c’ero dormivo. Non attribuitemi un fallimento evidente a cui mi ha costretto un governo brutto e cattivo”. Uno scaricabarile infantile e indegno di un amministratore pubblico, il frutto di una pessima gestione del terremoto fatta di inerzia, di ritardi e priva di una visione strategica che rilanciasse i territori colpiti da un punto di vista economico”.

Arrigoni aggiunge che Ceriscioli non solo non ammette l’evidenza di un Governo che ha adottato tempestivametne una quantità di provvedimenti straordinari per recuperare il tempo perduto dietro all’impianto normativo messo in piedi dal PD, ma non ha nemmeno il buon gusto di rispettare un conterraneo come l’attuale commissario alla ricostruzione.

Ceriscioli è affetto da mutismo selettivo– ironizza il senatore leghista – Durante i governi Renzi e Gentiloni il presidente marchigiano si è distinto per un assordante mutismo accettando di buon grado, per logiche tutte interne al PD, di sedere nella sala dei bottoni come vassallo di due commissari emiliani. Ora che ce n’è uno marchigiano recupera la parola per lanciare accuse false nei confronti di un Governo che si è ritrovato a dover correggere pure nelle virgole errori, inefficienze e inadempienze di una giunta regionale in ritardo su tutto. Perché non ci spiega invece come è potuto succedere il pasticciaccio delle SAE (a partire dalla fornitura per arrivare emersi poche settimane dopo la loro realizzazione), perché ci sono ritardi biblici nella rimozione delle macerie, come mai il settoreagricolo lamenta stalle volate alla prima folata di vento montano ed il mancato sostegno economico e logistico durante l’emergenza? Si sono persino dimenticati di inserire una fattoria lesionata di loro proprietà tra gli interventi da effettuare lasciando per anni due povere donne in un container per poter star vicino ai loro 200 capi di bestiame”.

Arrigoni non manca di sottolineare che, a dar man forte al presidente, ci si è messo pure il suo direttore dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Cesare Spuri dichiarando che ci vorranno 20 anni per ricostruire in primis perché manca il personale.

Dicano piuttosto che sono andati in affanno per una gestione tutt’altro che sistematica del processo nonostante sia stato presentato solo il 10% circa delle pratiche attese– conclude Arrigoni – Se queste seguissero il corso ‘tecnico’ anziché quello ad personam o pro sindaco amico la musica sarebbe diversa e i marchigiani lo sanno. Per questo non vedono l’ora di mandare tutti a casa

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